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Allergologia

L’equilibrio dell'organismo umano dipende dalla
sua capacità di difesa nei confronti di microrganismi esterni ma anche nei
confronti di alterazioni di strutture interne. Tale compito è affidato al
sistema immunitario. Avere un buon sistema immunitario vuol dire essere in
grado di “combattere” contro gli antigeni esterni. Non sempre si vince ma è
fondamentale imparare a combattere. Questa situazione di equilibrio
immunologico è sempre più rara a causa dei numerosi stimoli esterni che la vita
moderna ci impone. Intervenire sui meccanismi endogeni per potere rafforzare la
capacità di difesa ed “insegnare” al nostro sistema immunitario a combattere è
il compito principale della medicina biologica. Il trattamento di
immunomodulazione, cioè di insegnamento al sistema immunitario, si distingue in
due parti: (1) modulazione della risposta antimicrobica (2) modulazione della
risposta antiallegica. Il periodo migliore per iniziare una terapia di
ristrutturazione immunologica per quanto riguarda le difese contro i principali
microbi (batteri, virus, miceti e parassiti) è rappresentata dai mesi di
settembre ed ottobre per i bambini sotto i 14 anni, mentre per gli adulti si
preferisce iniziare nei mesi di novembre e dicembre. Il trattamento consiste in
una iniziale valutazione dello stato immunitario e nella previsione della
capacità di risposta che si riuscirà ad avere nel periodo invernale. Bisogna
intuire quale sarà la capacità di risposta del soggetto per riuscire a
quantificare lo stimolo immunologico a cui sottoporre terapeuticamente il
paziente. La terapia dura dai 2 ai 5 mesi e viene costantemente monitorata per
modificare eventualmente la qualità e la quantità dello stimolo immunologico.
Per quanto concerne la modulazione del sistema antiallergico, non vi è un
periodo preferenziale, ma si tende ad iniziare la terapia di immunomodulazione
circa 4-6 mesi prima della fioritura della pianta il cui polline provoca
l'allergia stessa. Nel caso di allergie perenni o alimentari diventa
irrilevante il periodo in cui si incomincia la terapia. La strategia
terapeutica in questo caso si divide in due possibili diversi approcci. In uno
si vuole sostenere la capacità interna di gestire i sintomi allergici in
maniera tale da non dovere più usare, o comunque di diminuirne
considerevolmente l’uso, dei farmaci allopatici di sintesi chimica, evitando
quindi l’intossicazione da parte di questi farmaci. Nell’altro caso,
l’intervento terapeutico verte a desensibilizzare il paziente dall’allergene
specifico, in modo tale che il suo sistema immunitario impari a considerare
nella giusta misura l’allergene stesso, senza produrre reazioni eccessive
(iper-produzione di istamina) quando si è in sua presenza. In altre parole si
cerca di debellare l’allergia alle sue radici in maniera totale e definitiva.
E’ una bella lotta.

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