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Fitoterapia

La FITOTERAPIA è una
terapia biologica che si propone finalità terapeutiche attraverso l'utilizzo di
piante o parti di piante, dette droghe vegetali. Esse contengono sostanze
chimiche, dette principi attivi, in grado di esplicare un'azione farmacologica,
ricavabili da piante spontanee (o selvatiche) oppure da piante di coltivazione.
La droga vegetale può essere estratta da una singola parte della pianta, da più
parti della stessa pianta contemporaneamente oppure dalla pianta intera. Per
anni si è creduto che piante appartenenti alla stessa specie botanica
contenessero gli stessi principi attivi. I progressi nel campo della chimica
estrattiva hanno invece evidenziato come piante anche della stessa specie
producano principi attivi completamente diversi e che, a parità di
caratteristiche morfologiche del principio attivo, il suo contenuto in termini
quantitativi è soggetto a variazioni significative. I fattori che influenzano
il contenuto in principi attivi di una pianta possono essere di tipo genetico,
ecologico (fattori legati al clima, alla temperatura, alla luce alla secchezza
o all'umidità, alla latitudine, all'altitudine e alla natura del terreno),
biotico (legati alla convivenza di specie vegetali diverse nello stesso
ambiente), o fattori inerenti al raccolta, la preparazione e la conservazione
della droga stessa. Il contenuto in principi attivi di una droga vegetale
dipende, per esempio, dall'epoca di raccolta della pianta (tempo balsamico),
dalla rapidità della sua mondatura e della sua essiccazione, nonché da corrette
modalità di conservazione.

All'ambito della
fitoterapia appartiene la gemmoterapia, metodo terapeutico che, ispirandosi ai
principi del drenaggio omeopatico, utilizza gli estratti di gemme vegetali o
altri tessuti embrionali in via di accrescimento, raccolti freschi. 
L'utilizzo di gemme o di foglie giovani permette di ottenere rimedi più attivi,
che pertanto non è necessario prescrivere in dosi massicce. La gemmoterapia
utilizza i macerati glicemici di gemme appena raccolte o di altri tessuti
vegetali provenienti da parti di piante ancora in via di accrescimento,
pertanto ricche di principi embrionali: germogli, giovani foglie, corteccia
interna di stelo, giovani radici. Fin dalla loro raccolta, esse vengono messe a
macerare in una miscela di glicerina ed alcool; dopo tre settimane di
macerazione avviene il filtraggio e si ottiene il cosiddetto macerato glicerico
(MG). Se l'operazione di macerazione delle piante fresche, pulite e macinate
dopo il raccolto, è effettuata in un mezzo idroalcolico anziché in una miscela
di alcool e glicerina, il prodotto è la tintura madre (TM). La gemmoterapia di
scuola francese ha utilizzato invece preferibilmente la prima diluizione
decimale hahnemanniana (1 DH o D1).

MECCANISMO D’AZIONE DELLE
PIANTE MEDICINALI: MOLECOLA “PURA” O ATTIVITA’ TERAPEUTICA GLOBALE?

Analizzati accuratamente
i fattori che influenzano la qualità e la sicurezza di impiego di una droga
vegetale, dobbiamo porci il quesito relativo al meccanismo d’azione del rimedio
fitoterapico. Il “come” agisce una pianta a fini terapeutici è riconducibile a
due diverse ipotesi di “fitoterapia”: .

  • La prima e consolidata teoria, approvata
         dalla farmacopea ufficiale considera la pianta come un insieme di
         molecole. La pianta medicinale è considerata come un “luogo di estrazione”
         da cui prelevare questa o quella molecola, risultata specificamente attiva
         sulla base di principi strettamente biochimici. La pianta viene perciò
         sezionata e dalla sua compagine vegetale vengono estratte le parti che
         possono essere utilizzate per qualche specifica finalità. Si tenderà
         perciò a separare i cosiddetti “costituenti attivi” (i veri e propri
         principi attivi analizzati in precedenza: alcaloidi, olii essenziali,
         tannini, ecc.) dai “costituenti inerti”, che vengono eliminati o impiegati
         a fini secondari. Dal punto di vista strettamente farmacologico,
         l’utilizzo dei soli principi attivi, isolati e purificati chimicamente,
         permette migliori dosaggi e consente studi clinici riproducibili, che
         analizzino dettagliatamente i processi di interazione fra la molecola
         stessa e le cellule umane, decifrandone i meccanismi terapeutici. In
         quest’ottica, si possono produrre anche farmaci di sintesi provenienti
         dalle piante medicinali. Nel prossimo paragrafo analizzeremo i criteri di
         preparazione fitogalenici propri dell’approccio fitoterapico di
         impostazione classica, che come è noto, è stato di recente riconosciuto
         dagli ordini professionali dei medici chirurghi italiani.
  • La seconda ipotesi di funzionamento della
         droga vegetale è più affine alla filosofia metodologica della medicina
         biologica che noi sosteniamo. E’ l’approccio della cosiddetta “fitoterapia
         rinnovata”. Essa considera la pianta come un organismo vivente, i cui
         costituenti hanno un preciso significato ed esercitano tutti una precisa
         funzione. E’ proprio l’interazione tra queste funzioni che dà luogo
         all’intera struttura metabolica della pianta. “La pianta medicinale è
         infatti un organismo unitario, nel quale ogni costituente ha una propria
         ragione di essere nell’economia fisiologica della pianta stessa”[…]. Ora,
         se noi isoliamo dalla pianta medicinale un suo costituente
         farmacologicamente attivo privandolo dell’intera corona di costituenti inattivi
         che lo accompagnano, noi lo priviamo di tutte le capacità modificative ed
         integrative che la Natura gli aveva dato attraverso gli altri costituenti
         che lo accompagnavano”. (G. Penso). Ne consegue che l’impiego delle piante
         medicinali intere, o delle loro preparazioni galeniche, sembrino
         sviluppare effetti terapeutici più complessi rispetto a quelli ottenibili
         con l’utilizzo dei soli principi attivi in esse contenuti.La fitoterapia
         classica, come abbiamo del resto già specificato, ammette sia l’utilizzo
         di piante intere, sia di più parti della stessa pianta, sia di una sola
         parte di essa. Le droghe vegetali sono perlopiù essiccate e triturate. La
         maggior parte delle preparazioni galeniche avviene pertanto a partire
         dalla polvere estratta dai processi di frammentazione.

Vi è una
corrente ancora più “progressista”, che ha teorizzato addirittura l’ipotesi di
una fitoterapia “omeopatizzata”, che raccomanda l’utilizzo di piante intere,
giovani e fresche – vale a dire allo stato embrionale, - non essiccate e
addirittura diluite e dinamizzate secondo i principi hahnemanniani
(fitogemmoterapia).

Perché
curarsi con la fitoterapia clinica

  1. L'attività terapeutica della pianta nella sua
    interezza è dimostrata scientificamente. Le piante fresche prese nella loro totalità
    hanno precise indicazioni cliniche e specifici tropismi d'organo.
  2. La fitogemmoterapia costituisce un moderno metodo di
    drenaggio emuntoriale; è stata creata e sviluppata da omeopati, convinti che le
    patologie che aggrediscono l'organismo si sviluppano su un terreno reso fragile
    anche dal rallentamento degli organi di eliminazione, oltre che dall'accumulo
    di sostanze tossiche che, proprio per via del malfunzionamento degli emuntori,
    stentano a essere espulse.
  3. Uno dei metodi preliminari per favorire la
    guarigione endogena è quello di ridurre il carico tossico endogeno, stimolando
    gli organi emuntori (fegato, reni, cistifellea, pelle, intestino) attraverso il
    drenaggio, tecnica che facilita in maniera dolce e prolungata la
    disintossicazione dell'organismo.

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